
l'approccio progettuale punta a realizzare edifici i cui consumi di energia EFFETTIVI, siano inferiori a 30kwh/mq per anno, e i cui "sfasamenti termici" siano superiori alle 20 ore.
Lo sfasamento termico è la capacità di resistere all'onda di calore tipica del periodo estivo.
Per conseguire entrambi gli obiettivi è necessario adottare materiali per la coibentazione delle pareti e del tetto, che abbiano potere isolante ma anche una rilevante capacità massica (volgarmente: PESO).
Anche per questo le plastiche sono del tutto inefficaci a proteggere l'abitazione dalla calura estiva.
Senza grandi costi aggiuntivi rispetto al "convenzionale" è possibile ottenere una trasmittanza della parete (U) inferiore a 0,2 W/mqK e uno sfasamento termico superiore alle 20 ore che dia sufficienti garanzie per l'estate.
Lo stesso vale per i serramenti che se realizzati da un artigiano preparato e opportunamente attrezzato, possono garantire valori di trasmittanza (Uw) inferiori a 1 W/mqK.
Cosa è cambiato rispetto al passato?
Questi sono concetti oramai noti e il metodo progettuale è quello di CasaClima plus, o di SB100 di ANAB o della L.R.Veneto 4/2007 oppure più generale - se parliamo solo del lato energetico - delle recenti modifiche normative che l'Italia ha faticosamente introdotto in recepimento della Direttiva Europea 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia (D. Leg.vo n. 192 del 2005, D. Leg.vo n.311 del 29 dicembre 2006; D.P.R. n. 59 del 2 aprile 2009)0
Ma c'è un "però"
In Italia oggi è ancora normale considerare il calcolo del FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA non come un dato di progetto fondamentale ma come un "adempimento" formale.
Stesso dicasi per la certificazione energetica che sancirà l'esito finale dell'intervento.
Invece il FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA è la base su cui il committente può scegliere il tipo di abitazione che vuole realizzare. E' la bussola per le assumere le decisioni complessive e per dare le indicazioni al progettista.
Il FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA EFFETTIVO - non pro-forma - e la classe energetica dell'edificio individuano da un lato il vero valore dell'immobile, dall'altro l'entità dei costi di esercizio che deciso di sostenere nel tempo.
Ancora oggi è normale limitare le valutazioni economiche all'investimento iniziale tralasciando completamente i costi di esercizio. Cosa ad esempio che non facciamo quando affrontiamo un acquisto molto meno impegnatico come quello di un'auto o di un elettrodomestico.
Ad esempio a parità di investimento non è la stessa cosa avere un'abitazione che ci costa di climatizzazione e manutenzione degli impianti 3.000,00 o 4.000,00 o 5.000,00 euro all'anno rispetto ad una che costa 1.000,00 o meno.
Su un medio periodo di 15 anni la differenza può tranquillamente valere - a euro attuali - dai 30.000,00 ai 60.000,00 euro.
Ecco allora che un committente veramente informato e consapevole potrà decidere di rinunciare a spese superflue per investire di più in coibentazione naturale o in sistemi di climatizzazione più evoluti della vecchia caldaia.
Analogamente in Italia ancora oggi è normale limitare le valutazioni all'ambito economico trascurando la salubrità dell'abitazione e i danni che la scelta di utilizzare certi materiali può arrecare alla salute, specie dei più piccoli.
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